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1) La guerra dei Turcomanni, di Joseph Arthur de Gobineau

Details:

88 pagine
senza illustrazioni
cm 23 x 12

Tiratura 3000 copie
carta avoriata di Fabriano
brossura in carta Ingres azzurra con alette
Il volume è stato stampato a Milano dallo stampatore Valerio Leschiera

Dettagli

Narrando l'odissea di un soldato iraniano, La Guerra dei Turcomanni disegna un mondo arcaico, un lembo di quell'universale civiltà dei Poveri cui l'anima islamica, fatalista e mutevole, ha dato congeniale espressione. Ma La Guerra dei Turcomanni è anche un affascinante western nelle steppe d'Asia, il dimenticato gioiello di un grande narratore. Esso giustifica il giudizio di Alain, che definì Gobineau “ l'uguale dei più grandi”, e di Jean Prévost, che lo pose accanto a Stendhal. Il conte Joseph Arthur de Gobineau è stato un diplomatico, scrittore e filosofo francese. Deve la notorietà alla sua opera Essai sur l’inégalité des races humaines (Saggio sulla diseguaglianza delle razze umane, pubblicato per la prima volta nel 1853-54 in 500 copie a spese dell’autore), che si pone tra i testi basilari del pensiero razzista contemporaneo. è anche l’autore di un’opera letteraria romantica, di scritti polemici e lavori storici e filologici sull’Iran antico. Fu legato da un rapporto di stima e amicizia con Alexis de Tocqueville, che gli fece da mentore nella sua carriera e lo assunse come capo gabinetto. Proprio con Tocqueville Gobineau intrattiene una fitta corrispondenza sui temi della libertà e della razza (Del Razzismo. Carteggio 1843-1859)..Nel Saggio Gobineau riprende da Johann Friedrich Blumenbach la suddivisione delle razze umane in gialla, nera e bianca e, come Blumenbach, le dispone in gerarchia, ma – diversamente da Blumenbach e analogamente a Linneo – attribuisce a ciascuna razza determinate caratteristiche morali e psicologiche innate a cui fa riferimento per sostenere la tesi della superiorità dei bianchi sui gialli e sui neri.

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Autori -
Anno 1972
Lingua italiano